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Tag Archives: 2011

afro jazz e risalite lente mattutine

passo a passo le vaghe colazioni

la vita degli spaventapasseri nella piega dei quotidiani

fra caffé e notiziari

ci sono residui e prestiti

ci sono finestre che si aprono e poi si chiudono

con gli ultimi valzer mi guardo indietro

costa ancora tanto

non rimanere sotto gli archivi che sono

memorie individuali

cani e bambini hanno simpatie per me

intanto sto facendo sto facendo sto facendo tutto

il possibile da fare

non tralascio che mai

e tutti i demoni notturni e diurni

feriali o festivi che siano

non mollano non mollano

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il buio non è poi così dannoso

non così oltraggioso o criminale

il buio è  morbido

vale l’ultimo vino

valgono le candele novizie

ferme fermissime non ondeggiano

anche loro senza permesso

il buio porta morbido

porta sazietà e ninna nanna

proviamo questo stacco nel buio

del taglio di ogni elettrico affare

della cesura ma mai censura

riprendo ogni gesto

vissuto al centimetro

quella nuvola nera è un ritaglio

nell’ultimo cielo e poi

fino a domani la mattina

come bambini,un sogno o due

acceso alla prima luce

la prima

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Si chiama scrittura,poesia,video arte. Si chiamano arti figurative,musiche,si chiamano suoni e dintorni. Sono stanziali o performative, sussurro o urlo. Nelle loro mille forme o contaminazioni di linguaggi siamo qui e là a praticarle illegalmente e siamo assolutamente liberi. Siamo fuori dai circuiti vulgati e rifiutiamo i canali accessibili a pagamento. Assistiamo sconsolati alle processioni delle solite facce-soliti stili, vagheggiamo di occupare nuovi spazi  soprattutto per lasciare il segno di una cultura non totemica ( come quella odierna fra affossamenti della creatività e linee guida di pochezze stilose). Così siamo liberi ,perché non abbiamo niente da perdere quando pratichiamo le nostre espressioni artistiche. Non c’è niente che costringa le nostre idee,i nostri progetti,non dobbiamo nemmeno seguire tendenze o i mostri sacri del momento. I maestri ce li scegliamo noi, scambiandoceli all’occorrenza o allontanandoli se serve. Seguiamo solo le nostre ispirazioni e respiriamo  temi e suggestioni della nostra comunità che si forma e si trasforma incessantemente. Ci passiamo motivi,ritmi,immagini,fotogrammi,sillabe,costruzioni…Apriamo finestre,chiudiamo e apriamo cerchi,aggregandoci facciamo crescere insieme progetti. Ci contagiamo e ci contaminiamo a vicenda. Reclamiamo sempre spazi per mostrare quanto accudiamo,cresciamo,concludiamo. Servono tanti spazi per portare gli altri alla ricezione dei nostri testi,perché necessariamente i nostri manufatti non sono appannaggio solo per noi. Ci esprimiamo, non cerchiamo ne’ specchi ne’ posti sociali giustificativi. E quando i suddetti spazi non sembrano non esserci più, noi semplicemente ce li prendiamo. Esposizioni e concertini spontanei,opuscoli autoprodotti,proiezioni a libero accesso.Siamo indie,siamo liberi.